Analisi SEO on-page
Un motore di ricerca giudica una pagina in gran parte da una manciata di tag nel suo codice sorgente. Questa verifica scarica una pagina, legge quei tag e dà loro un punteggio su 100, con la correzione per ogni punto debole.
Un crawler legge il sorgente, non lo schermo
Quando apri una pagina vedi un’impaginazione, con un grande titolo, una foto e un menu. Il crawler di un motore di ricerca riceve lo stesso file del tuo browser, ma non guarda mai l’immagine finita. Legge l’HTML dall’alto in basso e si affida a un piccolo insieme di tag per decidere di cosa parla la pagina, cosa mostrare nell’elenco dei risultati e se tenere la pagina o no.
La «SEO on-page» è il lavoro di sistemare bene quei tag. È l’unica parte della visibilità nei motori di ricerca che dipende solo da te, perché sta nel tuo markup. Questa verifica scarica una sola pagina come fa un crawler semplice, senza eseguire JavaScript, e passa in rassegna i tag uno per uno.
Come si distribuiscono i 100 punti
Ogni pagina parte da 100. Ciascuna delle sette aree qui sotto può togliere punti una sola volta, al livello del suo problema peggiore.
| Area | Problema grave | Avviso |
|---|---|---|
Title (<title>) | −20: non c’è | −7: meno di 25 o più di 65 caratteri, oppure più di un tag title |
| Meta description | −5: assente, meno di 70 o più di 160 caratteri | |
Intestazioni (da h1 a h6) | −15: nessun h1 | −5: più h1, un livello saltato, un’intestazione vuota |
Testo alt delle immagini | −15: più di un’immagine su cinque senza attributo alt | −6: alcune immagini senza alt, oppure un testo che è un nome di file, una sola parola vaga o più lungo di 150 caratteri |
| Link | −4: link senza alcun testo, o con testi come «clicca qui» e «leggi di più» | |
| Indicizzazione | −30: una direttiva noindex, o una regola di robots.txt che esclude Googlebot | −5: nessun URL canonico, un canonical che indica un’altra pagina, o nessuna sitemap |
| Lingua, smartphone, contenuto | −15: nessun tag viewport per i dispositivi mobili | −5: nessun attributo lang, meno di 150 parole, o JSON-LD che non si riesce a leggere |
La lettera segue il totale: A da 90, B da 78, C da 64, D da 50, E da 35, F sotto. L’indicizzazione pesa più di tutto perché funziona come un interruttore. Puoi scrivere il miglior title del mondo, ma se la pagina è marcata noindex nessuno la vedrà mai.
Per le immagini, un alt="" vuoto non è un errore. È il modo corretto di indicare un’immagine decorativa e la verifica la elenca come tale. I pixel di tracciamento da 1 × 1 vengono ignorati.
Correzioni da fare nell’head della pagina
La maggior parte dei problemi si risolve con una riga ciascuno. Un <head> in salute contiene almeno questo:
<html lang="en">
<title>Oak dining tables made to order | Northfield Joinery</title>
<meta name="description" content="Solid oak tables built to your measurements, delivered in six weeks. See sizes, finishes and prices.">
<link rel="canonical" href="https://www.example.com/dining-tables/">
<meta name="viewport" content="width=device-width, initial-scale=1">- Title. Metti prima l’argomento della pagina e il marchio per ultimo. Gli elenchi dei risultati tagliano i title lunghi intorno ai 60 caratteri ed è meglio perdere il marchio che l’argomento.
- Intestazioni. Usa un solo
h1che riprende l’argomento, poih2per le sezioni eh3al loro interno. Scegli il livello in base al posto nella struttura e lascia che sia il CSS a occuparsi della dimensione. - Testo alt. Di’ cosa mostra l’immagine in una frase breve, come
alt="Round oak table with four chairs". Un nome di file comeIMG_4032.jpgnon dice nulla a chi legge. - Testo dei link. Indica la destinazione. «Vedi i costi di consegna» ha senso anche fuori contesto, «clicca qui» no.
- Un
noindexindesiderato. Spesso è un residuo del periodo prima del lancio. In WordPress, togli la spunta in Impostazioni › Lettura. Altrove, cercanoindexeX-Robots-Tagnei template e nella configurazione del server. - Sitemap. Aggiungi una riga
Sitemap: https://www.example.com/sitemap.xmlal robots.txt. Per testare il file stesso c’è la verifica della sitemap.
Cosa resta fuori dal voto
Il punteggio descrive il markup di un URL in un dato momento. Alcune cose sono fuori dalla sua portata.
- Testo aggiunto da JavaScript. Leggiamo la pagina come la invia il server. Se intestazioni e paragrafi vengono costruiti nel browser, la verifica vede poche parole e nessuna struttura. La vista del crawler mostra esattamente cosa è stato ricevuto.
- Qualità e reputazione. Quanto il tuo testo risponde alla domanda meglio di altre pagine e quanti siti rimandano a te contano molto più di qualsiasi tag per il posizionamento. Nessuno strumento può leggerlo dal sorgente.
- Il resto del sito. Title duplicati tra pagine, pagine orfane e caricamento lento richiedono altre verifiche.
Un voto A significa che nel markup niente fa da ostacolo. La pagina può posizionarsi. Se poi ci riesce si decide altrove.
Domande frequenti
Quanto deve essere lungo il tag title?
Tra 30 e 60 caratteri è un obiettivo sicuro. Google taglia i title in base alla larghezza in pixel, che corrisponde a circa 60 caratteri su uno schermo desktop. Questa verifica avvisa sotto i 25 e sopra i 65.
La meta description influisce sul posizionamento?
No. I motori di ricerca non la usano per ordinare i risultati. Spesso però compare come le due righe sotto il tuo title, quindi una descrizione chiara porta più clic. Quando manca o è fuori tema, il motore sceglie invece un passaggio della pagina.
Una pagina può avere più di un h1?
L’HTML lo permette e i motori di ricerca se la cavano. Un solo h1 resta comunque il segnale più chiaro dell’argomento principale e chi usa uno screen reader se ne serve per trovare dove inizia il contenuto.
Serve un tag canonical su ogni pagina?
È una buona pratica. Spesso la stessa pagina si raggiunge con e senza www, con una barra finale o con parametri di tracciamento aggiunti. Un tag canonical che indica l’URL preferito evita che quelle copie vengano trattate come pagine separate.
Perché la mia pagina ha un punteggio basso se nel browser sembra a posto?
Di solito è contenuto costruito da JavaScript. La verifica legge l’HTML così come arriva, prima che parta qualsiasi script. Se quell’HTML contiene solo un contenitore vuoto, non ci sono intestazioni, immagini né testo da leggere.
Cosa deve dire il testo alt?
Descrivi cosa mostra l’immagine e perché è lì, in una frase da 5 a 15 parole. Evita «immagine di» e non infilarci parole chiave. Per le immagini puramente decorative usa un alt="" vuoto.